L’inverno e l’aumento della fame

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Il nostro corpo, quando c’è una grande differenza tra temperatura interna ed esterna (che viene mantenuta intorno ai 36°C – 37°C), ha bisogno di far funzionare a pieno ritmo i sistemi di mantenimento della temperatura corporea ed ha quindi un maggiore bisogno di “combustibile”. Il nostro “combustibile” deriva dagli alimenti che, oltre alla funzione nutritiva hanno una funzione energetica, svolta in questo caso da carboidrati, proteine e grassi.

I carboidrati e le proteine una volta metabolizzati sono in grado infatti di fornire 4 kcal (chilo calorie) per grammo, mentre i grassi hanno un contenuto energetico maggiore, perché forniscono 9 kcal per grammo. Anche l’alcol, che non è nutriente, fornisce calorie, in particolare 7 kcal per grammo. Il nostro organismo utilizza preferibilmente le calorie derivanti da grassi e carboidrati, mentre utilizza le proteine soprattutto per esigenze “strutturali”, ma se prese in eccesso diventano anch’esse una fonte di energia. Esiste quindi un sistema di controllo finemente organizzato che, quando aumentano le esigenze energetiche, stimola il centro della fame e viene perciò richiesta una maggiore assunzione di alimenti. C’è quindi un effettiva relazione tra inverno e appetito:uno studio americano pubblicato sulla rivista European Journal of Clinical Nutrition ha esaminato per un anno il comportamento a tavola di circa 600 persone adulte ed alla fine ha osservato che l’autunno e l’inverno sono i periodi nei quali introduciamo più cibi e più grassi.

Poi c’è l’aspetto prettamente psicologico. Per alcuni inverno, freddo e giornate che si accorciano equivale a totale depressione e cattivo umore, e in genere la soluzione prediletta è proprio quella di mangiare. Diversi studi hanno osservato come la mancanza di esposizione alla luce del sole sia un fattore determinante per la manifestazione di sintomi depressivi come stanchezza, debolezza fisica, sonnolenza, difficoltà di concentrazione, calo di energia e libido. Quindi in inverno non solo abbiamo bisogno di più calorie, ma anche necessità di alimenti come il cioccolato, che contengono il triptofano che favoriscono la produzione di neurotrasmettitori, importanti perché modulano il tono dell’umore, regolano il ritmo sonno-veglia e il senso di sazietà.

Il consiglio è di consumare almeno in uno dei pasti, cibi caldi anti gelo come i legumi: ottima e completa è l’associazione a pranzo di legumi più cereali e a cena di legumi più verdure. Preferire snack poco calorici fatti di verdure come carote, finocchio, cavoletti e pezzi di frutta come mandarini, kiwi, caco mela, melograne e aumentare anche il consumo di tè e tisane. Importante è anche una piccola scorta di semi di girasole, zucca, sesamo e chia: ricchi di acidi grassi polinsaturi, fibre, minerali, questi alimenti innescano la produzione di neurotrasmettitori come serotonina e melatonina, necessari per rilassarsi e stare meglio . Altra cosa fondamentale è concentrarsi sul pasto e mangiare lentamente : sistema nervoso e apparato digerente sono in stretta connessione tra di loro, ed esiste un preciso meccanismo biochimico che regola il senso di fame e di sazietà: si tratta di una sorta di “sensore” collocato nell’ipotalamo, la parte più antica del cervello, che regola il peso, la temperatura corporea, il freddo, la sete e soprattutto la fame, e ha bisogno come minimo di 20 minuti prima di attivarsi e dare alla persona il segnale di “sazietà ”

È chiaro che, se in questo lasso temporale ingurgitiamo compulsivamente di tutto, oltre a non saziarci introdurremo nello stomaco una mole esagerata di cibo, che affaticherà la digestione facendo dilatare il punto vita e rallentando tutte le funzioni metaboliche.

È vero che con l’inverno aumenta la pigrizia, ma non bisogna smettere l attività fisica. Praticare sport durante i mesi invernali consente di mantenere una maggiore mobilità articolare. Nei mesi freddi ci si muove meno e questo comporta un maggior irrigidimento della colonna vertebrale. Inoltre il clima più rigido aumenta la tendenza naturale ad irrigidirsi tenendo più contratti i muscoli trapezi (con il freddo si tende a raccogliere le spalle). Perciò praticare degli allungamenti muscolari della colonna e degli esercizi di stretching aiuteranno a rimanere più mobili e meno contratti. È bene quindi continuare ad allenarsi anche quando fa freddo, fa bene e aiuta anche a dimagrire di più: i brividi che si hanno durante il freddo contribuiscono a trasformare il grasso bianco (di riserva) in quello da bruciare (bruno) .

Dott. ssa Esposito Anna